2023.08.04 – DAL CALENDARIO CELTICO DEGLI ALBERI … UN INNO ALLA SPERANZA.

Oggi Auro mi ha regalato un altro libro che parla delle nostre origini, dei miti e in questo caso specifico del mondo vegetale, religioso, simbolico e tradizionale dei Celti.

Il testo è di Alessandro Marchesan con illustrazioni di Aurelio La Scala Marchesan (appunto “Auro”).

In copertina è raffigurato l’Albero di Teuta 1999, dipinto su legno da Auro.

Riflettendo sulla mia lotta per la verità, per il ripristino della totale sovranità del Popolo Veneto sui proprio territori, ho riscoperto l’importanza delle sue origini, della sua millenaria storia che ci è tutt’ora negata, delle sue tradizioni, delle sue credenze.

Vorrei capire come si è forgiata la civiltà Venetica che, nonostante anche gli anni di infelice occupazione straniera italiana, non è stata debellata, forse tutt’ora mitigata, ma viva e intrisa nell’animo di questo Popolo.

Checché ne dica la corte costituzionale italiana, con la sua vergognosa e volgare  sentenza, (nr.81 del 20 aprile 2018), il Popolo Veneto non è estinto e non ha mai scelto di diventare italiano.

E se la frode, l’inganno e la tirannia ancora oggi abusa del retaggio di una primitiva e imperialistica pretesa, il Popolo Veneto saprà risorgere e riconquistare il proprio posto fra le Nazioni di questo mondo.

Il Popolo Veneto è costretto a sopportare questa condizione di forzata soggezione al giogo, alla dominazione e allo sfruttamento straniero congiuntamente alla quasi totalità degli altri Popoli e delle Nazioni liberamente presenti e radicati nella penisola italica ben prima dell’occupazione da parte dello stato straniero italiano.

Il “Popolo Veneto” esiste tutt’ora e si identifica come comunità di “Genti Venete” ovvero come pluralità di Persone sovrane del proprio corpo fisico, della propria sfera intellettuale e della propria sfera spirituale e Venete per diritto naturale, che dovrebbero essere libere e sovrane sulle proprie terre d’origine.

L’italia non esiste come Nazione ma solo come stato perché difetta del Popolo.

Nessun stato può imporre la propria cittadinanza se non rispecchia la nazionalità di quel Popolo e l’Italia di oggi assoggetta una pluralità di antichi e gloriosi Popoli volendoli rinunciatari della propria identità.

E anche questo naturale privilegio di uomini liberi non può essere negato al Popolo Veneto e a tutti gli altri Popoli della penisola italica.

È ora che anche l’Italia rispetti la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che è un documento sui diritti individuali, firmato a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.

Nel preambolo si recita:

“Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione;

Proprio in virtù di quest’ultimo appello mi riconosco in tali intenti e lo esalto e lo grido ancor più forte affinché sia di monito a quanti ancora oggi, in qualsiasi ambito, pensano di abusare di tali diritti.

Viva la libertà per ogni Popolo.