IL MIO BLOG

2026.02.29 – MAH … SPEREMO BEN.


 

29 giugno 2026

Il Governo Veneto Provvisorio (GVP) del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) prende atto del comunicato diffuso dal Comitato di Liberazione Nazionale Veneto (CLNV), secondo il quale la Corte d’Appello di Trieste, in data 25 giugno 2026, avrebbe pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti degli imputati del procedimento relativo ai fatti del 13 novembre 2019 avvenuti presso l’Agenzia delle Entrate di Pordenone.
Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’esito favorevole conseguito dagli imputati assolti e rinnoviamo il nostro convinto sostegno ai principi della non violenza, della libertà di espressione e del diritto di ogni popolo di manifestare pacificamente le proprie convinzioni e aspirazioni.
In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, previsto entro novanta giorni, riteniamo doveroso mantenere un approccio prudente e giuridicamente rigoroso, evitando di attribuire alla decisione giudiziaria contenuti ulteriori rispetto a quelli che emergeranno dal testo integrale della pronuncia.
Qualora le motivazioni dovessero confermare il pieno riconoscimento della liceità di una manifestazione pacifica e della libera espressione di idee e rivendicazioni politiche, tale decisione costituirebbe un importante richiamo ai principi fondamentali di libertà, partecipazione e tutela dei diritti civili e politici.
Il GVP del MLNV proseguirà il proprio percorso di rivendicazione del diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto esclusivamente attraverso strumenti pacifici, giuridici e non violenti, nel rispetto del diritto internazionale e della dignità di ogni persona.
Attendiamo pertanto la pubblicazione delle motivazioni della sentenza per una valutazione approfondita delle eventuali implicazioni giuridiche e politiche che essa potrà avere.
Il Governo Veneto Provvisorio (GVP) del Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) ribadisce che il proprio percorso di rivendicazione del diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto non si fonda sul riconoscimento della giurisdizione, della sovranità o della legittimità delle istituzioni della Repubblica Italiana e delle istituzioni europee sui Territori Veneti Occupati.
Il MLNV e il GVP hanno sempre sostenuto che la questione veneta debba essere affrontata nell’ambito del diritto internazionale e del diritto dei popoli all’autodeterminazione, mediante strumenti pacifici, non violenti e di opposizione sostanziale.
Per tale ragione, pur prendendo atto con rispetto della sentenza resa dalla Corte d’Appello di Trieste, il GVP del MLNV non considera le pronunce delle autorità giudiziarie italiane quale fonte di legittimazione delle proprie rivendicazioni, che trovano il loro fondamento esclusivamente nella volontà del Popolo Veneto e nei principi del diritto internazionale.

Così è e così sia
WSM
Venethia 29 giugno 2026

 

 

 

 


 

ecco l’email pervenuta dal CLNV

COMITATO LIBERAZIONE NAZIONALE VENETO D’EUROPA
COMUNICATO DEL CLNV
PORDENONE: VITTORIA DEL CLNV IN APPELLO
IL POPOLO VENETO HA VINTO

Oggi, 25 giugno 2026, la Corte d’Appello di Trieste ha pronunciato una sentenza storica: tutti gli imputati del procedimento n. 830/2020 – 1415/2021 (Ag. Entrate Provinciale Pordenone 13 Novembre 2019) sono stati
assolti perché il fatto non sussiste.
Un gruppo di autodeterminati veneti, riunitisi pacificamente e volontariamente il 13 novembre 2019 davanti all’Agenzia delle Entrate di Pordenone, per sostenere una azienda autodeterminata intestataria di una verifica fiscale, con un appuntamento prefissato.
Con la sentenza sono stati dichiarati non colpevoli. La loro condotta, pacifica e trasparente, non integrava alcuno dei reati ascritti.
Una vittoria per tutti gli autodeterminati
Questa sentenza non è solo una vittoria per gli imputati assolti.
È una vittoria per tutto il Popolo Veneto e per 
tutti coloro che, in modo pacifico e legittimo, rivendicano il diritto all’autodeterminazione.<
La Corte d’Appello di Trieste ha riconosciuto che:
 Il ritrovo pacifico davanti a un ufficio pubblico, con bandiere del Leone di San Marco, non è un reato.
 La mera richiesta di dialogo con le istituzioni, anche se non accolta, non può integrare un’interruzione di pubblico servizio.
 La rivendicazione di intenti ideologici giuridico legali, se pacifica, è un diritto inviolabile e non può essere represso con strumenti penali.
La forza della non violenza
Il CLNV ha sempre operato nel pieno rispetto della legalità, delle leggi italiane, del regolamento europeo, e del diritto internazionale.
Ogni nostra azione è stata e sarà sempre improntata alla non violenza, alla trasparenza e alla rivendicazione pacifica del nostro diritto all’autodeterminazione.
Oggi, la Corte d’Appello di Trieste ha confermato che questa scelta è vincente. La repressione giudiziaria, i processi, le condanne di primo grado e le innumerevoli prescrizioni: tutto questo è stato spazzato via da una sentenza che afferma con chiarezza che il Popolo Veneto ha il diritto di esprimersi pacificamente.

 


 

ecco l’email pervenuta dal CLNV

COMITATO LIBERAZIONE NAZIONALE VENETO D’EUROPA
COMUNICATO DEL CLNV
PORDENONE: VITTORIA DEL CLNV IN APPELLO
IL POPOLO VENETO HA VINTO

Oggi, 25 giugno 2026, la Corte d’Appello di Trieste ha pronunciato una sentenza storica: tutti gli imputati del procedimento n. 830/2020 – 1415/2021 (Ag. Entrate Provinciale Pordenone 13 Novembre 2019) sono stati
assolti perché il fatto non sussiste.
Un gruppo di autodeterminati veneti, riunitisi pacificamente e volontariamente il 13 novembre 2019 davanti all’Agenzia delle Entrate di Pordenone, per sostenere una azienda autodeterminata intestataria di una verifica fiscale, con un appuntamento prefissato.
Con la sentenza sono stati dichiarati non colpevoli. La loro condotta, pacifica e trasparente, non integrava alcuno dei reati ascritti.
Una vittoria per tutti gli autodeterminati
Questa sentenza non è solo una vittoria per gli imputati assolti.
È una vittoria per tutto il Popolo Veneto e per tutti coloro che, in modo pacifico e legittimo, rivendicano il diritto all’autodeterminazione.<
La Corte d’Appello di Trieste ha riconosciuto che:
– Il ritrovo pacifico davanti a un ufficio pubblico, con bandiere del Leone di San Marco, non è un reato.
– La mera richiesta di dialogo con le istituzioni, anche se non accolta, non può integrare un’interruzione di pubblico servizio.
– La rivendicazione di intenti ideologici giuridico legali, se pacifica, è un diritto inviolabile e non può essere represso con strumenti penali.
La forza della non violenza
Il CLNV ha sempre operato nel pieno rispetto della legalità, delle leggi italiane, del regolamento europeo, e del diritto internazionale.
Ogni nostra azione è stata e sarà sempre improntata alla non violenza, alla trasparenza e alla rivendicazione pacifica del nostro diritto all’autodeterminazione.
Oggi, la Corte d’Appello di Trieste ha confermato che questa scelta è vincente.
La repressione giudiziaria, i processi, le condanne di primo grado e le innumerevoli prescrizioni: tutto questo è stato spazzato via da una sentenza che afferma con chiarezza che il Popolo Veneto ha il diritto di esprimersi pacificamente.

2026-06.28 – E’ DOMENICA

28 giugno 2026
È domenica, giorno di festa e di riposo. Ma per chi?
Per me, anche oggi, è un impegno gravoso affrontare persino le cose più ordinarie… alzarmi dal letto, lavarmi, preparare Black con la sua imbracatura.
Già da tempo, al mattino, mi avvicina il muso al volto per svegliarmi.
Che bravo cane che è.
Pur avendo la necessità di uscire in giardino, non ha mai sporcato in casa. Ultimamente, però, lascia ovunque una valanga di peli neri; sarà forse anche per il caldo.
Il telo che protegge il letto, talvolta, non basta a impedirgli di saltare sul giaciglio e godersi il refrigerio dell’aria deumidificata e del piccolo ventilatore sul comodino.
Tutto questo è meritato per il mio Black, che con la sua silenziosa presenza mi accompagna ogni giorno, anche nelle piccole fatiche della vita.
E va bene così.
In questo tempo di fatica, di limiti e di incertezze, la fedeltà silenziosa del mio Black è una delle poche certezze che mi restano.
E forse anche per questo ogni nuovo giorno, perfino una semplice domenica, merita ancora di essere vissuto.

Perché nessuno affronta davvero la propria solitudine quando accanto a sé ha un cuore fedele.

2026.06.27 – PICCOLI GESTI DI INCIVILTÀ CHE PESANO SUGLI ALTRI

«Nessuna delle persone visibili nella fotografia è il proprietario del veicolo.»

27 giugno 2026
Oggi ho voluto fotografare questa situazione perché credo sia il simbolo di una mancanza di attenzione verso il prossimo.
Un veicolo parcheggiato in modo da occupare più posti auto può sembrare una cosa di poco conto per chi gode di piena autonomia, ma per chi, come me, ha difficoltà motorie e deve camminare con fatica, significa essere costretto a parcheggiare più lontano, affrontando ulteriori disagi e sofferenze.
L’educazione civica non si misura dalle parole, ma dai piccoli gesti quotidiani e dal rispetto che dimostriamo verso gli altri, soprattutto verso le persone più fragili.
Non conosco le ragioni di questo parcheggio e non intendo giudicare la persona, ma il comportamento sì: occupare inutilmente più posti auto, senza considerare le esigenze altrui, è un gesto che rivela poca sensibilità e scarso senso della comunità.
Forse tutti dovremmo fermarci un momento a riflettere su quanto le nostre azioni, anche le più banali, possano creare difficoltà a chi ogni giorno è già impegnato ad affrontarne molte altre.
Il rispetto del prossimo inizia da un semplice parcheggio.

2026.06.24 – CUSTOZA E LISSA, MEMORIA E CONSAPEVOLEZZA

Österreichisch-Venezianische Marine

24 giugno 2026
Centosessanta anni fa, il Il 24 giugno 1866 non rappresenta soltanto una data militare.
È una ricorrenza che invita il Popolo Veneto a riflettere sulla propria storia e sulle vicende che hanno profondamente segnato il destino della nostra terra.
Le battaglie di Custoza e di Lissa ricordano il sacrificio di tanti uomini, tra i quali vi furono anche numerosi Veneti che combatterono secondo il proprio giuramento e la propria coscienza.
La storia può essere letta e interpretata in modi diversi, ma non dovrebbe mai essere dimenticata o ridotta a semplice propaganda.
Un popolo che perde la memoria delle proprie radici rischia di perdere anche la consapevolezza della propria identità.
Ricordare non significa alimentare divisioni o rancori. Significa comprendere il passato per guardare al futuro con maggiore coscienza, custodendo la dignità della nostra storia, delle nostre tradizioni e della nostra millenaria civiltà.
Onore ai caduti di ogni parte.
Onore al Popolo Veneto.
Viva San Marco.


Secondo di cinque figli, Wilhelm von Tegetthoff nacque nell’allora Impero austriaco il 23 dicembre 1827 a Marburgo (ora Maribor in Slovenia), in Stiria, da una nobile famiglia originaria della Vestfalia.[4] Suo bisnonno servì il Sacro Romano Impero come capitano di cavalleria durante la guerra dei sette anni (1756-1763) e venne elevato alla nobiltà ereditaria da Maria Teresa; un suo prozio, Joseph von Tegetthoff, fu cavaliere dell’Ordine militare di Maria Teresa.[5]

Suo padre, Karl von Tegetthoff, entrò nell’esercito imperiale nel 1805, l’anno prima che Napoleone Bonaparte dichiarasse di non riconoscere più l’esistenza del S.R.I. della nazione germanica, la cui terra governata dalla Casa d’Asburgo divenne quindi nota come Impero austriaco. Karl von Tegethoff combatté nella guerra di liberazione contro Napoleone (1813-1815) ed in seguito fu trasferito alla guarnigione di Marburgo.

Sua madre invece era figlia di un impiegato civile di Praga.

Un aspetto poco conosciuto della battaglia di Lissa riguarda l’ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff.

Formatosi a Venezia presso la scuola dei cadetti di marina, egli imparò anche il veneto, allora ampiamente utilizzato nella marina imperiale austro-ungarica, dove prestavano servizio numerosi marinai provenienti dalle terre venete e dall’Adriatico orientale.

Questo ricorda come la storia del Popolo Veneto nell’Ottocento non possa essere ridotta a semplici contrapposizioni nazionali, ma sia il risultato di vicende umane, culturali e politiche assai più articolate.

Il 28 novembre 1840, allora tredicenne, Guglielmo di Tegetthoff[1] entrò nella Imperiale e regia scuola dei cadetti di marina, alloggiato negli stabili dell’antico monastero di Sant’Anna, a Castello, Venezia[6]. All’epoca l’Imperial Regia marina austriaca era totalmente influenzata dalla componente veneta; di fatto, la base navale e l’Arsenale erano anch’essi basati nella città del Leone di San Marco e Tegetthoff venne preparato alla carriera imparando il veneto, lingua di comando della Marina.[7] [8] [9] [10]

Il 21 luglio 1845 Tegetthoff completò il ciclo di studi; di tredici membri della sua classe, solo due completarono il corso. Alla campagna del 1848 non prese parte in mare, ma come aiutante di campo del viceammiraglio Anton Stephan Ritter von Martini[11] e del feldmaresciallo-luogotenente Ferencz Gyulai; nel 1849 fu sull’Adria al blocco di Venezia.

L’anno 1854 ebbe il primo comando, quello della scuna / schooner Elisabetta, donde passò sul Taurus. Le stazioni del Levante e del Mar Nero gli procacciarono distinzione e presto anche il favore dell’arciduca Massimiliano. Una campagna scientifica nel Mar Rosso ed il comando della pirocorvetta Erzherzog Friedrich in Marocco, una campagna in Brasile in qualità di aiutante dell’arciduca riempiono il periodo 1857-1860; nell’autunno di quest’ultimo anno fu comandante della Graf Radetzky nei mari di Siria. Capitano di corvetta nel 1858, divenne poi capitano di fregata[12].

Si distinse durante la guerra dei Ducati affrontando, il 9 maggio 1864, al comando di una formazione austro-prussiana al largo di Helgoland, forze navali danesi.

Il suo nome è legato alla vittoria sulla flotta italiana nella battaglia di Lissa del 20 luglio 1866. In tale occasione la flotta austriaca (ex flotta austro-veneta[8][9][10]), sconfisse quella italiana, che perse due corazzate e 640 uomini. La flotta italiana contava un numero superiore di navi di fattura moderna, tra cui l’ariete corazzato Affondatore.

Il presunto commento sulla battaglia di Lissa

Una leggenda priva di fondamento attribuisce all’ammiraglio Tegetthoff la frase: «Navi di legno comandate da uomini con la testa di ferro hanno sconfitto navi di ferro comandate da uomini con la testa di legno», con la quale voleva attribuire la responsabilità della sconfitta agli inetti comandi italiani, in particolare a Carlo Pellion di Persano.

Il 25 febbraio 1868 Francesco Giuseppe I nominò infine Tegetthoff comandante della marina e capo della Marinesektion. Negli anni successivi venne dato avvio al programma di sviluppo della marina concepito dall’ammiraglio, con l’istituzione di scuole di addestramento e corsi di formazione, nonché con l’inizio di spedizioni all’estero per temprare gli equipaggi, allacciare rapporti commerciali e diffondere il prestigio della k.u.k. Kriegsmarine. Quando l’ammiraglio Tegetthoff morì di polmonite a Vienna, il 7 aprile 1871, all’eroe di Lissa furono tributati grandi onori militari[13].

Alla morte di Tegetthoff, monumenti in suo onore furono eretti a Vienna, Marburgo (oggi Maribor) e Pola, porto militare principale dell’impero; il suo nome fu anche attribuito, in sequenza, a due navi della Marina imperial-regia, come quella la cui ancora è posta davanti al Ministero della marina.

2026.06.22 – E’ ORMAI UN ANNO DI PASSIONE.

22 giugno 2026
Il 21 giugno 2025 sono stato ricoverato presso l’Ospedale di Treviso per un presunto ictus, o come qualcuno lo definì, una “leggera ischemia”, che ancora oggi mi impedisce una corretta deambulazione e il pieno controllo del lato sinistro del mio corpo.
A distanza di un anno desidero ringraziare quanti mi sono stati e mi sono tuttora vicini, sostenendomi in questa battaglia quotidiana.
Sono sinceramente stanco e deluso dalla sanità pubblica, non perché ne contesti l’esistenza, ma perché la vorrei diversa: come immagino possa essere nella ripristinata Republica de Venethia e cioè
libera,
umana,
comprensibile
e realmente accessibile a tutti gli aventi diritto.
Non basta infatti garantire formalmente l’esercizio di un diritto.
È necessario che l’etica di ogni pubblico servizio, qualunque esso sia, sia fondata su autentici principi di solidarietà, rispetto della persona e responsabilità verso la comunità.
Una sanità veramente umana non può essere guidata dal profitto, dalla burocrazia o dalla logica del potere.
Deve invece essere al servizio della Nazione e del Popolo, perché dietro ogni pratica, ogni visita e ogni ricovero vi è sempre una persona con le sue paure, le sue speranze e la sua dignità.

 

2026.06.22 – UN ALTRO GIORNO COME TANTI?

22 giugno 2026
Oggi è un altro giorno come tanti altri?
Non mi è dato saperlo, perché potrebbe anche essere il mio ultimo giorno in questa vita.
È così che mi torna alla mente un episodio attribuito a Sant’Agostino. Si racconta che, da bambino, mentre giocava serenamente con un sassolino, uno sconosciuto gli chiese cosa avrebbe fatto se quello fosse stato l’ultimo giorno della sua vita.
E lui, con la semplicità e la sincerità proprie dell’infanzia, rispose:
«Continuerei a giocare.»
Continuerei a giocare …
Forse perché stava vivendo pienamente il presente.
Non era preoccupato per il domani, né tormentato dal passato.
Era immerso nel suo “adesso”, e quell’istante aveva valore per ciò che era.
Forse c’è una piccola lezione anche per noi.
Viviamo spesso rincorrendo ciò che verrà o rimpiangendo ciò che è stato, dimenticando che l’unico tempo che realmente possediamo è questo momento.
Oggi.
Adesso.
E forse la vera domanda non è cosa faremmo se questo fosse il nostro ultimo giorno, ma se stiamo vivendo questo giorno con la stessa autenticità con cui quel bambino continuava semplicemente a giocare.

 

2026.06.21 – IL SOLSTIZIO D’ESTATE

21 giugno 2026
Alle ore 10.25 di oggi si verifica il solstizio d’estate, il momento che segna ufficialmente l’inizio dell’estate astronomica nell’emisfero settentrionale.
È per questo motivo che il 21 giugno viene tradizionalmente considerato il giorno più lungo dell’anno: il Sole raggiunge la sua massima altezza sull’orizzonte e le ore di luce risultano essere le più numerose rispetto a qualsiasi altro giorno.
Da questo momento in poi l’estate entra ufficialmente nel suo corso, accompagnandoci verso le giornate calde, i raccolti maturi e quella particolare sensazione di pienezza che da sempre il solstizio porta con sé.
Per molte culture antiche questo giorno non rappresentava soltanto un fenomeno astronomico, ma anche un simbolo di forza, abbondanza, luce e rinnovamento.
E forse il solstizio ci ricorda anche qualcosa di profondamente umano.
La luce raggiunge oggi il suo massimo splendore, ma proprio nel momento della sua massima espressione inizia lentamente il suo cammino verso giorni più brevi. È quasi un invito a non dare nulla per scontato, a vivere pienamente il presente, a custodire ciò che abbiamo e a valorizzare ciò che siamo.
Nella natura ogni cosa segue il proprio ciclo: la semina, la crescita, la maturazione e infine il raccolto.
Anche la vita degli uomini conosce le sue stagioni.
Ci sono primavere di entusiasmo, estati di pienezza, autunni di riflessione e inverni di attesa. Ognuna di esse ha un significato e un insegnamento.
Per questo il solstizio non è soltanto una data sul calendario astronomico. È anche un’occasione per fermarsi un momento, guardare il cammino percorso e trovare gratitudine per la luce che ancora illumina il nostro percorso.
Buon solstizio d’estate a tutti.

2026.06.20 – QUANDO ANCHE INTERNET SI FERMA

20 giugno 2026
Oggi è stata una di quelle giornate in cui anche le attività più semplici diventano improvvisamente complicate.
Fin dalla mattina ho tentato inutilmente di collegarmi ad internet per accedere ai siti del MLNV, ai social e agli altri servizi essenziali necessari per proseguire il lavoro quotidiano.
Le ore passavano senza alcun risultato.
Alle 15.19 la situazione era ancora completamente bloccata e non riuscivo a comprendere quale fosse la causa del problema.
Solo più tardi, alle 17.35, il collegamento è stato finalmente ripristinato ed è stato accertato che l’inconveniente era dovuto ad una limitazione dei dati a consumo.
Anche questa volta il problema è stato risolto grazie all’intervento di Francesco, che ha dedicato il proprio tempo, le proprie competenze e perfino proprie risorse economiche per aiutarmi, come già accaduto in altre occasioni.
Lo ha fatto spontaneamente, senza pretendere nulla in cambio.
Sinceramente non saprei come fare senza di lui.
In un periodo della mia vita in cui molte persone si sono allontanate e in cui spesso mi trovo a dover affrontare da solo difficoltà pratiche, fisiche ed economiche, poter contare sulla disponibilità di una persona come Francesco rappresenta una risorsa di valore eccezionale.
Forse anche queste sono le ricchezze più importanti della vita: non quelle che si possono acquistare con il denaro, ma quelle che si manifestano attraverso la presenza concreta di chi sceglie di esserci quando serve davvero.

Grazie Francesco.

Francesco

2026.06.19 – DEVO REAGIRE

MI DA BOCIA

19 giugno 2026
Oggi è una giornata particolarmente calda.
Anche Black ne risente e devo tenere la porta di casa chiusa per poter utilizzare il deumidificatore senza disperdere inutilmente l’aria trattata.
A dire il vero, però, sono in difficoltà anch’io.
Dopo il ricovero e le conseguenze che ancora avverto nella deambulazione e nella motricità della mano sinistra, mi rendo conto che non posso limitarmi ad aspettare che il tempo faccia il suo corso.
Devo reagire.
Per questo sono riuscito a concordare un appuntamento presso uno studio fisioterapico vicino a casa.
Il costo non è indifferente, circa ..,.. euro a seduta, soprattutto considerando la mia situazione economica, ma credo sia necessario tentare tutto ciò che può aiutarmi a recuperare parte dell’autonomia perduta.
Non so quali risultati riuscirò ad ottenere, ma so che arrendersi non è mai stata una delle mie abitudini.
Un passo alla volta.
Come faccio ogni giorno.

2026.06.18 – QUANDO LA CONFIDENZA È MAL RIPOSTA

18 giugno 2026
Anche oggi la vita mi ha regalato una lezione che non avrei voluto ricevere.
Mi trovavo al bar per bere un caffè quando sono stato involontariamente coinvolto nei discorsi di alcuni clienti che, a voce piuttosto alta, parlavano delle cure biologiche suggerite da una dottoressa biologa, esaltandone i benefici.
Confesso che l’argomento mi ha infastidito.
Forse per la mia esperienza personale, forse per la sofferenza che continuo a vivere ogni giorno, fatto sta che ho semplicemente borbottato tra me e me il mio disappunto, senza rivolgermi a nessuno, senza interrompere alcuna conversazione e senza contestare direttamente chi stava parlando.
Non immaginavo che quel semplice gesto avrebbe provocato una reazione tanto accesa.
La barista, che conosco da tempo e che so chiamarsi Roberta, è intervenuta rimproverandomi e accusandomi di voler impedire agli altri di esprimersi.
Un’accusa che mi è sembrata del tutto incomprensibile.
Come avrei potuto impedire a qualcuno di parlare se non stavo nemmeno partecipando alla conversazione?
La situazione è poi degenerata ulteriormente, fino al punto di sentirmi ripetere più volte, a voce alta, la frase: «Non sei nessuno».
Una frase che considero profondamente irrispettosa, soprattutto quando viene pronunciata davanti ad altre persone.
Ciò che più mi ha colpito non è stato il disaccordo.
Ognuno ha diritto alle proprie opinioni.
Mi ha colpito invece la facilità con cui alcune persone si sentono autorizzate a umiliare gli altri soltanto perché questi manifestano, magari anche solo con un’espressione o un borbottio, un pensiero diverso dal loro.
Forse la lezione di oggi è che la confidenza non sempre coincide con il rispetto.
E quando il rispetto viene meno, anche la confidenza si rivela mal riposta.