22 giugno 2026
Il 21 giugno 2025 sono stato ricoverato presso l’Ospedale di Treviso per un presunto ictus, o come qualcuno lo definì, una “leggera ischemia”, che ancora oggi mi impedisce una corretta deambulazione e il pieno controllo del lato sinistro del mio corpo.
A distanza di un anno desidero ringraziare quanti mi sono stati e mi sono tuttora vicini, sostenendomi in questa battaglia quotidiana.
Sono sinceramente stanco e deluso dalla sanità pubblica, non perché ne contesti l’esistenza, ma perché la vorrei diversa: come immagino possa essere nella ripristinata Republica de Venethia e cioè
libera,
umana,
comprensibile
e realmente accessibile a tutti gli aventi diritto.
Non basta infatti garantire formalmente l’esercizio di un diritto.
È necessario che l’etica di ogni pubblico servizio, qualunque esso sia, sia fondata su autentici principi di solidarietà, rispetto della persona e responsabilità verso la comunità.
Una sanità veramente umana non può essere guidata dal profitto, dalla burocrazia o dalla logica del potere.
Deve invece essere al servizio della Nazione e del Popolo, perché dietro ogni pratica, ogni visita e ogni ricovero vi è sempre una persona con le sue paure, le sue speranze e la sua dignità.










