9 giugno 2026
Anche questa è una domanda che mi pongo spesso.
Cosa mi riserva il futuro prossimo venturo.
Ho un po’ di timore, in effetti, di rimanere in balia dei miei limiti, di non avere più la capacità di discernimento, di non godere ancora della mia indipendenza motoria e nemmeno della necessaria indipendenza economica.
Ma ciò che più mi pesa è la solitudine che da tempo accompagna le mie giornate.
Sono scoraggiato dalla pretesa di certe conoscenze che mi assistono quando possono o quando vogliono, ma che non risparmiano la loro acidità quando rifiuto metodi e modi di fare che non mi appartengono e che considero offensivi della mia dignità.
Già, invecchiare è un problema.
Invecchiare da soli è certamente più difficile.
Eppure, nonostante tutto, ogni mattina continuo ad alzarmi, a pensare, a scrivere, a cercare un senso nel cammino percorso e in quello che ancora mi resta davanti.
Forse il futuro non è ciò che ci aspetta domani.
Forse il futuro è ciò che scegliamo di essere oggi, nonostante le nostre paure.