2026.04.13 – LA FRATTURA E LA PROMESSA … MANTENUTA.

13 aprile 2026

Sono l’una e 20 e questa notte sono nel mio letto, a casa e non al lavoro … stasera ho abdicato per qualcuno che ha bisogno quanto me di arrotondare qualche spicciolo per andare avanti.

Sto finalmente riposando, almeno credo, ma nonostante questo effimero istante di normalità nel profondo del mio animo sono turbato.

Non capisco questa incapacità ad essere contento, appagato dí ciò che sono e forse xchè non ho niente.

Nulla di cui ho la disponibilità è mio, proprio niente, se non la vita per cui sto sopravvivendo da sempre.

Forse è questo il mio destino essere ciò che sono e non ciò che possiedo.

Io sono ciò che ho deciso di essere ed è questa la promessa mantenuta, forse fatta ancora prima della mia nascita.

Ricordo, dopo essere stato destituito una prima volta dalla polizia, mentre ero chiuso nella mia camera, sopraffatto dagli accadimenti, seduto per terra, ho in cuor mio rinnovato tale promessa a Dio.

Profondamente nell’animo ho ritualizzato il mio impegno, ero alla sua presenza, solo e nudo, solo ma senza rimpianto.

Mi tornano in mente una moltitudine di episodi che mi sembra di aver dimenticato, ma che un po’ alla volta stanno emergendo da una foschia che si sta diradando.

La nostalgia di casa, d’infantile memoria, sta tornando a ricordarmi quanto già allora anelavo ad essa.

Perché riecheggiano in me adesso questi frammenti di vita, come mai ora.

Forse perché è adesso che devono emergere e trovare la giusta collocazione anche nel libro che sono spinto a scrivere.

Forse ora ho capito che non posso più limitarmi a sopravvivere dentro un sistema che non riconosco.

Questa consapevolezza mi ha portato a fare una scelta.

Non facile.

Ma inevitabile.