2026.04.10 – SOPRAVVIVERE A SE STESSI

COME SOPRAVVIVO A ME STESSO?

11 aprile 2026

come sopravvivere a se stessi?

Oggi ho incontrato il vicino con cui, nei giorni scorsi, avevo concordato un intervento di manutenzione al giardino di casa.

Ha fatto davvero un ottimo lavoro: ha tagliato l’erba, sistemato le siepi, riportando ordine dove ce n’era bisogno.

Sono contento di questa possibilità, nata semplicemente dalla disponibilità di una persona vicina.

E proprio da questo nasce una riflessione.

Mi accorgo che riesco quasi sempre a instaurare buoni rapporti con le persone che incontro.

Rapporti semplici, ma veri.

E, nel tempo, questi rapporti non si perdono: si consolidano.

Penso a luoghi che frequento con continuità.

Al bar Aurora, dove vado da circa un anno: lì ho costruito rapporti cordiali con tutti.

C’è rispetto, c’è confidenza, c’è una forma di riconoscimento reciproco.

Penso anche al bar di Rino e di sua moglie Barbara.

Per me non è solo un posto dove prendere un caffè.

È diventato un punto di riferimento.

Ci vado per incontrarli, per scambiare due parole, anche solo per un saluto.

E allora mi pongo una domanda.

Perché questo equilibrio, questa semplicità nei rapporti, non accade quando incontro persone che mi toccano davvero dentro?

Persone che smuovono qualcosa nell’animo, che fanno nascere una speranza più profonda.

È come se lì qualcosa si interrompesse.

Come se esistesse un limite invisibile che non riesco a superare.

E mi ritrovo a pensare che forse devo accontentarmi.

Non pretendere oltre ciò che la vita sembra concedermi.

Come se una parte più autentica, più profonda, non mi appartenesse davvero.

E allora mi chiedo, con sincerità:

sto vivendo…

o sto semplicemente sopravvivendo a me stesso?

Cosa mi impedisce oggi di vivere fino in fondo ciò che sento?