11 aprile 2026

sono in ufficio dopo un’inaspettato ma felice incontro
Oggi, intorno alle 14:10, mi sono recato in un luogo dove passo spesso.
Un posto abituale, uno di quelli che fanno parte della quotidianità.
E proprio lì, in modo del tutto inaspettato, ho incontrato un amico che non vedevo da mesi.
Da quando ha cambiato lavoro era sparito.
Fino a poco tempo fa lavorava proprio in quel centro, ed era facile incrociarlo, scambiare due parole, condividere anche solo qualche momento di serenità.
Oggi mi ha colpito il suo modo di reagire.
Appena mi ha visto passare nel parcheggio con l’auto, è sceso subito dal suo veicolo e mi è venuto incontro.
Mi ha porto la mano, con un sorriso sincero.
Abbiamo iniziato a parlare come se il tempo non fosse mai passato.
È stato un momento semplice, ma vero.
Mi ha detto che non aveva più il mio numero di telefono, così, ancora una volta, gli ho lasciato il mio biglietto da visita.
Mi ha detto che quel posto resta per lui un punto di riferimento, soprattutto il sabato in tarda mattinata.
Sono contento di averlo incontrato di nuovo.
Ma ciò che mi ha colpito davvero è stato l’entusiasmo con cui mi ha salutato.
Perché, nel mio percorso, ho visto anche altro.
Ho visto persone sparire senza spiegazioni.
Ho visto legami sciogliersi nel silenzio.
Ho visto voltarsi dall’altra parte proprio quando sarebbe bastato poco per restare.
E forse è anche per questo che oggi questo incontro ha avuto un peso diverso.
Perché, in un tempo in cui molti si allontanano senza nemmeno voltarsi indietro,
ritrovare qualcuno che ti viene incontro con un sorriso sincero… non è cosa scontata.
Sono questi piccoli momenti, silenziosi e improvvisi,
che ti ricordano che non tutto si perde.
E che, nonostante tutto quello che è stato,
qualcosa di autentico… rimane.