1 giugno 2026
Per molti anni mi sono sentito ripetere che era inutile parlare, inutile denunciare, inutile raccontare, inutile lasciare traccia dei fatti.
Eppure oggi, dopo una vita di battaglie, documenti, ricorsi, delusioni e speranze, alcune delle nostre comunicazioni hanno ricevuto attenzione e riscontro da organismi internazionali.
Non è una vittoria.
Non è un riconoscimento.
È semplicemente la dimostrazione che lasciare traccia dei fatti ha un valore.
È anche per questo che ho deciso di scrivere il mio libro.
Non per cercare vendetta.
Non per convincere qualcuno.
Ma per conservare la memoria di ciò che ho vissuto.
Dall’infanzia alla Polizia di Stato.
Dalle prove più dure della mia vita alla scelta dell’autodeterminazione.
Dalle sconfitte ai momenti in cui ho trovato la forza di rialzarmi.
Perché le persone passano.
Le istituzioni cambiano.
Ma la memoria rimane.
E raccontare la verità della propria vita è forse il più grande atto di libertà che una persona possa compiere.
Forse un giorno queste pagine serviranno anche ad altri per comprendere ciò che abbiamo vissuto.
Per ora rappresentano semplicemente la testimonianza sincera di una vita.
Sergio Bortotto
“LIBERO POPOLO IN LIBERA PATRIA”