2026.04.15 – IL RICORDO DI UN SCELTA MAI  FATTA

15 aprile 2026

Ero giovane.
Molto più giovane di quanto credessi.
Era uno di quei periodi in cui cercavo un posto nel mondo.
Dentro di me avevo un’idea chiara: entrare in una comunità religiosa, meno moderna, più essenziale.
Non era una scelta condivisa.
In famiglia trovavo resistenza.
Solo mia madre, ogni tanto, si faceva vedere alla Messa della Comunità.
La cercavo spesso con lo sguardo tra la gente.
Molte volte non c’era.
E quella mancanza la sentivo.
Un giorno Don Adriano mi disse che i miei genitori sarebbero venuti a prendermi, per passare un po’ di tempo insieme.
Non mi sembrava vero.
Quando arrivarono, però, qualcosa non tornava.
Un disagio sottile, difficile da spiegare.
Salimmo in macchina.
Dopo poco mi ritrovai alla Mutua.
Nessuna spiegazione.
Entrai in una stanza.
Uno specialista.
Una donna seduta accanto, che prendeva appunti.
Mi fecero delle domande.
Una in particolare:
“Perché vuoi farti prete?”
Non seppi rispondere.
O forse non volli.
Mi chiusi.
Dentro, però, qualcosa si ruppe.
Mi sentii tradito.
Quando uscirono dal loro colloquio, mia madre mi guardò e disse, quasi con fastidio: “Chissà cosa avrai raccontato.”
Quelle parole mi rimasero addosso.
Passarono alcuni mesi.
Un giorno mio padre venne a prendermi.
Era tutto già deciso, d’accordo con il mio padre spirituale.
Io mi nascosi in bagno.
Non volevo uscire.
Non volevo andare via.
Ma non servì.
Lasciai la Comunità.
Il giorno dopo ero in fabbrica, tra pelli e rumori.
Così finì.
Non per una scelta.
Ma perché qualcuno, al posto mio, aveva già deciso.