ore 18:47 scrivo … perchè non voglio dimenticare.
Come altre volte, oggi è arrivata una persona “amica”.
Un “crocerossina”, che se pur necessaria per la precaria situazione della mia salute, si rivela ogni volta più un cattivo impedimento alla mia pazienza.
Nonostante le molte volte abbia fatto appello alla sua moderazione la stessa non demorde con l’imporre i suoi ritmi, le sue inutili chiacchiere, le sue ingerenze nella mia vita privata e lo fa quasi con un’esaltazione del suo imposto operato quasi fosse un sacro mandato.
E per lei è per me necessario accettare il suo pressante e ingombrante intervento.
Questo sintetizza la sua pretesa di sentirsi necessaria obbligandola non solo a non curarsi dei miei appelli ma a reiterare le sue “sgradevoli attenzioni”.
L’ignoranza talvolta accompagna i buoni propositi trasformandoli in impertinenti intenti … e sbotto, mi arrabbio e non mi contengo più.
Non posso zittirmi, anche se dovrei, tanto non serve a nulla e tutto si ripercuote contro … e poi sto male.
Mi sento deriso e umiliato, costretto a regredire e spiegare a chi non vuol neppure comprendere e talvolta neppur sentire le mie ragioni.
“Forse l’è vero che ghe manca un boio” per l’impressione avuta e confidata da spettatori estranei ma testimoni involontari di tali atteggiamenti.”
Questo è un altro gravoso peso alla mia attuale condizione.