2026.04.05 – LA NOTTE DI DOMENICA DI PASQUA

4 aprile 2026 – domenica di Pasqua.

Sono quasi le 23.30 e sto indugiando un po’ sul dove posizionarmi con l’auto all’interno del sito, che è troppo vasto con molteplici punti sensibili.

Con i costi proibitivi del carburante di questi giorni è improponibile rimanere per tutta la notte con il motore acceso e spostarmi in continuazione per raggiungere gli obbiettivi ai quali porre maggiore attenzione.

Assicuratomi la copertura dell’area d’ingresso principale con il sensore di movimento, posso spostarmi in zona centrale, anche se più rischiosa.

Comunque farò buon viso a cattiva sorte e confido nel mio angelo custode.

La luna è alta nel cielo ma è un po’ velata da qualche timida nuvoletta.

Sono passati quindici minuti oltre le 4 e i 10 gradi esterni, non sono poi male.

Allungo il braccio oltre lo schienale e raggiungo Black, completamente sdraiato sul sedile e lo accarezzo sul dorso.

Si alza, si scrolla un po’ e si mette seduto.

Osserva fuori dal finestrino e accenna ad un ringhio, ma non c’è nessun umano ma solo un topo che velocissimo attraversa lo sterrato.

A quest’ora il sonno appesantisce lo sguardo ma sono ancora abbastanza vigile.

Mi preparo così a lasciare il servizio, che fra poco volge al termine e sono grato per il dipanarsi di queste ore notturne senza accadimenti particolari.

2026.04.05 – LA NOTTE DI DOMENICA DI PASQUA