AREARISERVATA

2026.01.26 – DA BORTOTTO SERGIO AT CONTARINA SPA – ISTANZA PER SOSTITUZIONE BIDONE VETRO/PLASTICA

La mattina del giorno 7 gennaio 2026, alle ore 08.29, nel portarmi al cancello, per riprendere il bidone per il conferimento della plastica e vetro, lasciato dalla sera precedente fuori e davanti alle pertinenze della mia residenza, sita in vicolo Don Giuseppe Bagaglio nr.21, ho trovato lo stesso privo di coperchio e lesionato in più punti, come da foto che si allega.

Credo che il vostro operatore, nell’effettuare lo svuotamento, si sia portato nel cassone dei rifiuti anche il coperchio del bidone, cosa per quanto possa accadere, ha necessità di essere sostituito.
Grazie.

 

2025.12.15 – LETTERA APERTA E PUBBLICA NR.160216163309332 DI BORTOTTO SERGIO

2025.12.15 LETTERA APERTA DI SERGIO BORTOTTO

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Oggetto: LETTERA APERTA E PUBBLICA NR.0160216163309332

All’attenzione di
ex superiori e colleghi,
Autorità istituzionali competenti
Governo della Repubblica Italiana
Ministro dell’Interno
Capo della Polizia di Stato
Questore pro tempore di Treviso
Autorità sanitarie e soggetti istituzionali coinvolti nei procedimenti disciplinari che hanno condotto alla mia destituzione dalla Polizia di Stato

Io sottoscritto Sergio Bortotto, nato il 15.07.1961 a Vicenza – Vi, Cittadino autodeterminato, nella piena titolarità della propria soggettività giuridica originaria e in conformità alle norme e ai principi di autodeterminazione riconosciuti dal diritto internazionale, autodeterminatesi presso il Dipartimento Anagrafe, Istituzione del Governo Veneto Provisorio costituito dal Movimento de Liberasione Nasionale del Popolo Veneto (MLNV) ai sensi e per gli effetti dell’art.96.3 del Primo Protocollo addizionale (1977) alle convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949), con attribuzione del seguente codice unico personale 0000000234501000,
Scrivo questa lettera dopo venticinque anni, non per rancore e non per vendetta, ma perché il tempo trascorso non ha cancellato i fatti, né le loro conseguenze.
Dal 2000 in avanti, la mia vita personale, professionale ed economica è stata segnata da una sequenza di procedimenti disciplinari, valutazioni, atti e silenzi che hanno prodotto un esito definitivo: la mia destituzione dalla Polizia di Stato.
Ho atteso a lungo che fosse la Giustizia istituzionale a fare il proprio corso.
Oggi posso affermare, con serenità e dolore insieme, che quel corso, per me, non c’è stato.
Già nel 2011 ho reso pubblica, con nome e cognome, una testimonianza dettagliata di quanto stava accadendo, nell’articolo intitolato
“L’altra faccia della Polizia italiana”, tuttora consultabile online.
A quella esposizione pubblica non seguì alcuna risposta nel merito,
nessuna verifica indipendente, nessuna assunzione di responsabilità.
Negli anni successivi, e in modo ancora più formale, ho reso pubblici più Avvisi a Pubblica Menzione – Affidavit, nei quali ho ribadito e giurato la verità dei fatti, indicando ruoli, passaggi procedurali, responsabilità e conseguenze:
– Affidavit del 21 novembre 2024
– Affidavit del 31 gennaio 2025
Anche a fronte di tali atti solenni e pubblici, il silenzio è rimasto totale.
Questo dato, oggi, non è più neutro.
È storicamente e moralmente rilevante.
In questo contesto, un ruolo determinante è stato svolto anche da valutazioni sanitarie redatte nell’ambito della Polizia di Stato, rivelatesi decisive per l’avvio e l’esito di procedimenti disciplinari successivi.
In particolare, valutazioni redatte dal medico di Polizia dott. Sartore hanno inciso in modo sostanziale su tali procedimenti, pur presentando elementi di contraddizione e mancato riscontro che, ad oggi, non hanno mai trovato chiarimento istituzionale.
Da quegli atti sono derivate conseguenze irreversibili sulla mia vita.
Una domanda che non ha mai avuto risposta
Non scrivo questa lettera per chiedere risarcimenti, né per invocare punizioni.
Scrivo per porre una domanda che il tempo non ha cancellato:
come vive in coscienza chi ha firmato, avallato, utilizzato o taciuto
di fronte ad atti rivelatisi infondati, contraddittori o non chiariti,
sapendo che da essi dipendevano la carriera, la dignità e l’esistenza di un uomo?
Dal 2000 ad oggi, nessuno ha ritenuto di dover rispondere nel merito.
Questo silenzio ha permesso che le conseguenze di quei fatti continuassero a produrre effetti fino ad oggi.
Perché scrivo ora?
Scrivo ora perché ho compreso che il silenzio non protegge e che chi subisce un torto e non lo contesta, lo accetta.
Io non ho mai accettato.
Ho parlato, scritto, denunciato, giurato pubblicamente.
Scrivo ora perché questa vicenda non può essere cancellata, né ridotta a pratica archiviata, né sepolta sotto il peso del tempo.
Questa lettera non chiede risposte.
Non chiede favori.
Non chiede riabilitazioni.
Afferma una verità documentata.
E affida alla coscienza di ciascuno il peso delle proprie scelte.
Perché se la Giustizia istituzionale può mancare, la memoria no.
Questa lettera è un atto di verità, non un appello.
E così deve restare.
Con onore e in fede
Sergio Bortotto
già Ispettore della Polizia di Stato
Presidente del Movimento de Liberasione Nasionale del Popolo Veneto
Presidente del Governo Veneto Provvisorio

2025.03.08 – SAB – FESTA DELLA DONNA

ore 08.01 – ero in lavanderia.

08.49 – ho telefonato alla mamma per farle gli auguri ma non  ha risposto al telefono.

08.57 – mi ha telefonato la mamma mentre ero ancora in lavanderia mentre stavo raccogliando i miei panni appena lavati, le ho fatto gli auguri e le ho chiesto di estenderli anche alla Elena e a Ornella, con la quale, nella giornata odierna, andrà a mangiare insieme un panino.

09.29 – ho  comprato una decina di mazzettine di mimose (che ho ridistribuito alle donne vicine alla sede) ed una confezione particolare per un totale di € 57,00.

10.09 – ho fatto € 20,00 di carburante a km 238.161.

10.15 – sono in ufficio.

 

 

2025.03.06 – GIO

09.00 – Ci siamo, anche oggi mi stavo sbagliando con un appuntamento per le 16.00 che non ce l’ho con BOFROST ma con GAZZOLA FRANCESCO, ma viene il padre Cesare, sperando che sia puntuale.

14.51 – sono in ufficio e sto reinstallando il plugin di questa funzione di stampa,  mettendo le impostazioni che ho sulla Gaxeta Uficiale  … tuttavia non ho trovato nulla di adeguatamente funzionale.

15.47 – mi ha telefonato la Marina Dal Pra’ che “piagniucolando” ha riferito di aver trovato un’invito a ritirare un plico postale all’ufficio postale.
E’ stata resa edotta della necessità di una ricevuta della notifica anche se lei ha prevetivamente lamentato subito una certa resistenza da parte del personale delle PT.
E’ stata sollecitata a fare rispettare i suoi diritti.

16.00 – Gazzola Cesare unitamente alla sua compagna si è presentato per fare un RDN al pignoramento dei propri crediti presso l’istituto di credito su cui il figlio GAZZOLA FRANCESCO ha acceso il c/c personale.
La confusione era tale che l’atto più importante non l’avevano portato e ho dovuto farmelo inviare via email dal figlio.
E’ stato così effettuato: 2025.03.06 – GAZZOLA FRANCESCO – RDN-DIFFIDA – 0150508162214705 – Referente_ SB.

16.42 – La Luisa mi ha telefonato chiedendo come poter fare per la Marina che a sua volta l’aveva chiamata per essere supportata all’atto di andare all’ufficio postale per il ritiro della raccomandata o del plico.
Ho riferito che la Marina ha le potenzialità per esercitare i suoi diritti e nel caso non vada.